"M." : per raccontare una storia sulla mafia
che allo stesso tempo descriva la vita di un uomo e la storia contemporanea
del nostro paese, bisogna ragionare sulla parola Giudizio. Quale giudizio
avere nello scegliere di raccontare questa storia? Partiamo dal presupposto
della necessità. Raccontare questa storia è necessario perché parla di noi,
perché oggi il problema della mafia è radicato nella nostra cultura e nei
poteri forti, perché il cittadino non va educato bensì responsabilizzato:
va messo a confronto con se stesso, la propria storia e le proprie quotidiane
scelte. Bene. Dunque dobbiamo responsabilizzare. Vuol dire coinvolgere.
In secondo luogo, per poter responsabilizzare dobbiamo giudicare. Ma senza
farci prendere dall'ansia. Dobbiamo innanzitutto comprendere. Capire che,
come dice Kertesz in Essere senza destino: non esiste assurdità che non
possa essere vissuta con naturalezza. Per fare tutto questo è necessario
il giusto distacco. Una buona dose di ironia. La creazione di un'empatia
col pubblico, un appagamento spettacolare, visivo e intrattenitivo. La ricerca
di una nuova epica...